Ho basato la vita sull’amore per gli altri, anche gli animali (per esempio avevo tre cani e vari gatti, e anch’io mi sento parte di un branco) e gli alberi, amo tantissimo gli alberi. Ho tre figli che adoro, due ragazze di 23 e 21 e un bimbo di 9, sono diventata mamma a vent’anni.

Quella che non amo tanto sono io.

 

Forse tutto è cominciato quando la mia mamma mi ha abbandonato, avevo meno di un anno, a Trieste, dove vivevo, e sono andata in orfanotrofio in cui – mi raccontano perché io non ricordo – sono diventata catatonica e sono stata affidata a una famiglia, poi un’altra ancora, ma io stavo male, davo le testate nel muro, e non mi ricordo nemmeno questo. Quando avevo quattro anni mia mamma, che era a Sondrio e lavorava in un night club, è venuta a riprendermi con il suo nuovo compagno, e mi sono ricongiunta coi i miei due fratelli maggiori. Solo che dopo poco abbiamo scoperto che lei era alcolizzata e lui un pedofilo. Quindi dai quattro anni e mezzo in su ho avuto entrambe le esperienze. Ho costruito un muro per cui fuori ero una bambina normalissima, ma dentro no. Ho sposato un uomo, problematico anche lui, ho fatto tre figli, fatti con amore, e ci credevo tantissimo. Due problemi insieme però non funzionano e io sono andata in depressione e per lenire il dolore non ho trovato altro che l’eroina. Io sono molto lucida e capisco tutto quello che mi succede, anche quando parlo con gli psicologi vedono che io sono cosciente di tutto, ma è come se le mie emozioni fossero state rovinate, come se non riuscissi a trovare niente di buono in me. Anche le pulizie della mia piccolissima casa – che è uno dei motivi, oltre alle mie periodiche ricadute nelle sostanze, per cui mi hanno tolto mio figlio qualche mese fa – io non riesco a farle perché quando ci provo, e ci provo spesso, proprio non ci riesco, sto male. Sarà perché quando ero piccola – avevo sei o sette anni ma anche dopo – mia madre quando tornava a casa dopo il lavoro alle quattro del mattino, mi svegliava e mi picchiava e mi obbligava a pulire di nuovo la casa come se fosse uno specchio, anche se era già pulita, mentre lei gridava e poi vomitava e regolarmente si metteva a piangere, e io la consolavo, e poi sveniva e io le mettevo un cuscino sotto la testa, perché ero piccola ed era difficile spostarla. E poi continuavo a pulire senza piangere mai. E poi mi mettevo a dormire per terra vicino a lei. I miei fratelli, per loro fortuna, erano in collegio. Ora il mio bimbo, se Dio vuole, verrà dato in affido a una delle mie due figlie grandi. Loro sono due donne meravigliose con le quali ho un rapporto stupendo. È bene che mio figlio stia con la mia più grande, che per anni è stata forte e importante per me, mi ha quasi fatto da mamma lei. Avevo la possibilità di portarlo in una comunità “mamma e bambino”, ma ho deciso che sarebbe stato un atto di egoismo, perché io lo adoro e lo vorrei sempre vicino a me, ma non credo sia bene per lui stare in un ambiente dove ci sono tante difficoltà. L’amore è terribile, penso, e sai perché? Perché ti obbliga a resistere. Tante volte ho sentito che avrei voluto farla finita ma poi pensavo che non potevo, per loro. Ecco perché l’amore è una cosa stupenda, ma è anche terribile, perché non sei più padrone della tua vita. È strano vero? Comunque l’amore è magico perché basta che ci sia e già vale tutto… e chi invece si aspetta che torni indietro qualcosa, forse non ama davvero.

Papà? L’unico ricordo che ho di mio papà è una camera con un letto, dove non ci si poteva arrivare perché c’erano troppe bottiglie intorno.